Lieta, vaga, amorosa, alma Durenza,
Che al tuo signor per queste apriche valli
Porti sì dolci e liquidi cristalli,
Che assai men bello appar quand'egli è senza;
Il mio T¢sco gentil, di cui Fiorenza
Dovria di lauro e fior vermigli e gialli
Ornar le tempie, ahi! nostri estremi falli,
Siccome egli orna lei di sua presenza,
Umil ti prega ognor che Cintia preghi
Ch'al nido antico suo ritorno faccia,
Né più tenga di sé vedovo il cielo.
Ché ancor arde per lei sempre ed agghiaccia;
Tal che se avvien che questa grazia nieghi,
Ben poco avrà da soffrir caldo e gelo.