Quanto ben dona all'affannata vista
Cintia talor coll'alta sua presenza,
Tanto da quella poi l'aspra partenza
Dentro dell'alma vien dogliosa e trista;
Con che lungo penar da me s'acquista
Il veder presso voi, Sorga e Durenza,
E in un momento sol mi trovo senza
Là 've ogni spirto in me piange e s'attrista.
Ier lei mirava, ahi somma cortesia,
Non già mio merto! e quel prendea diletto
Che il confin d'onestà giunge e nol passa.
Oggi fuggendo ogni dolcezza mia,
Porto lontan dal chiaro suo ricetto
Penoso il cor, la fronte umida e bassa.