Io vo pur di dì in dì contando l'ore,
E ciascuna di lor mill'anni parme,
Che dênno, al ciel piacendo, riportarme
Al gran sostegno dell'aurato fiore;
Al mio Gallico Re, degli altri onore,
Che con mille virtù, non con altr'arme,
Fa dolce preda, ed io non posso aitarme,
Di qualunque oggi sia leggiadro core.
Già di mirar e d'ascoltar mi sembra
La presenza real, l'alte parole,
Che all'esempio di sé fe Giove in terra.
Vestin mai sempre l'onorate membra
Quel chiaro spirto, e la feconda prole
Sia lieta in pace, e vincitrice in guerra.