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1495–1556

SONETTO.

Luigi Alamanni

Io vo pur di dì in dì contando l'ore, E ciascuna di lor mill'anni parme, Che dênno, al ciel piacendo, riportarme Al gran sostegno dell'aurato fiore;

Al mio Gallico Re, degli altri onore, Che con mille virtù, non con altr'arme, Fa dolce preda, ed io non posso aitarme, Di qualunque oggi sia leggiadro core.

Già di mirar e d'ascoltar mi sembra La presenza real, l'alte parole, Che all'esempio di sé fe Giove in terra. Vestin mai sempre l'onorate membra

Quel chiaro spirto, e la feconda prole Sia lieta in pace, e vincitrice in guerra.

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