Non fu giammai con tal diletto fuora
Combattuto nocchier dall'onde irate,
Quant'io quel dì che le stagion più grate
Nascer vedrò, che il pigro verno mora.
Il t¢sco sen, che senza altrui m'accora,
Spero lasciar nella novella estate,
E invêr Ponente a rive più beate
Spero, piacendo al ciel, drizzar la prora.
Ben cred'io dispogliar tormento e noia,
Saziar la vista di splendor divino,
E rasciugar dal lungo pianto il viso.
Ben converrà che chi la vita annoia
Stia lunge dal mio cor, che un sol mattino
Ivi entro avrà quanto l'aggrava anciso.