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1495–1556

SONETTO.

Luigi Alamanni

Due volte carco il ciel di vento e neve Porta il gran volger d'ombra il minor giorno, Da poi, lasso! che Flora e il bel soggiorno Lasciai: dolce mortal, come sei breve!

Quanto m'è rimembrar noioso e greve Qualor colla memoria indietro torno Al dì che sospirando: Il tuo ritorno, Disse, o ch'io il temo, esser mai più non deve:

Allor che l'alma in sì leggiadro nodo Legasti, oggi è il nono anno, e in tale stella Ch'io sarò servo fin che gira il Sole. Deh sian vere così le sue parole

Come quando talor, perch'io la lodo, Dice: Tu cieco sei, ch'io non son bella.

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