Due volte carco il ciel di vento e neve
Porta il gran volger d'ombra il minor giorno,
Da poi, lasso! che Flora e il bel soggiorno
Lasciai: dolce mortal, come sei breve!
Quanto m'è rimembrar noioso e greve
Qualor colla memoria indietro torno
Al dì che sospirando: Il tuo ritorno,
Disse, o ch'io il temo, esser mai più non deve:
Allor che l'alma in sì leggiadro nodo
Legasti, oggi è il nono anno, e in tale stella
Ch'io sarò servo fin che gira il Sole.
Deh sian vere così le sue parole
Come quando talor, perch'io la lodo,
Dice: Tu cieco sei, ch'io non son bella.