Quante fïate ho già, di sdegno acceso,
Dalla mia Pianta per fuggir lontano
Rivolto il passo, e poscia a mano a mano
Pur da lei torno, a seguitarla inteso!
Quante fïate ardir da lunge ho preso
Di lei biasmar che ho tanto amata invano!
E in sua presenza poi tremante e piano
Tutto 'l mio tempo in onorarla ha speso.
Così non so, se non m'insegni Amore,
Altro far, né parlar, che a danno e scorno
Di me medesmo che m'incendo e struggo.
Ella che 'l vede e 'l sa, più indura il core,
E mi schernisce più di giorno in giorno,
Che più legato son quant'io più fuggo.