Là vêr l'occaso in sulla destra riva
Che vicin sente il carro di Boote,
Là 've più Borea e 'l freddo tempo puote
Che la dolce stagion che il mondo avviva;
Non lunge al varco ove la Senna arriva
Matrona irata, e d'ogni onor la scuote,
Che per più ricca gir dell'altrui dote
Quella dell'onde è del bel nome priva;
La più vaga, vermiglia e fresca rosa
Vid'io, che in orïente o in altra parte
Scaldi il Sol, crollin l'aure, o bagni l'alba.
Felici spine nel cui sen si posa,
Colmo più d'altro di ventura e d'arte;
Beato ciel ch'a lei s'oscura e inalba.