Lasso! già mi credea, senz'altra pruova,
Che lontananza, tempo e ria fortuna
Potesser disgombrar d'un cor ciascuna
Parte, ch'accesa in lui d'amor si truova.
Or ben m'avveggio che nïente giova
Volger di spera, o sorte oscura e bruna,
Né più posar che in ciel faccia la Luna
Che in sì breve i dì suoi compie e rinnuova.
Ché s'altro fosse, del mio giogo scarco
Non men certo sarei che Cintia e Flora
Che ognor legando altrui disciolte vanno.
Ma pur di mese in mese e d'anno in anno
Mi vivo con amor, e fin che l'ora
Giunga di trapassar l'estremo varco.