Occhi leggiadri miei, la cui beltade,
La cui virtude angelica divina
Del mio cor ferno sì dolce rapina
Che poi sempre ebbi in odio libertade,
Dunque la vostra antica alma pietade,
Cortese, vaga, onesta e peregrina,
Ch'era al mio mal soave medicina,
Or s'è rivolta in dura crudeltade?
Dunque i vostri celesti e chiari raggi,
Asconde e copre nebbia fosca e vile
Che il bel vostro seren n'oscura e toglie?
Deh, rivestite più pietosi e saggi
Quelle candide prime e vaghe spoglie,
Ché a voi conviensi un abito gentile.