Come dovrebbe il Ciel ciascun di noi,
Cintia, ridur nel dolce nido antico
Lungo il chiaro Arno, in su quel colle aprico
Che ancor vi chiama, e non fu lieto poi!
Voi rivedreste, ove ognor pensa a voi
Più che mai fido, il vostro T¢sco amico;
Io la mia Flora, onde io mi vo mendico
E già sì ricco andai de' raggi suoi.
Quanti nostri pensier ne porta il vento!
Quante voci e sospir si sparge invano,
Che far frutto e fiorir vedremmo allora.
O pur de' due l'un sol che sta lontano
Qui fosse appresso, e poscia in un momento
L'altro sen gisse dove fan dimora.