Qualor lascia lontan l'una dolcezza
Dopo non molto andar l'altra ritruova,
Così doglia, e diletto ognor rinnuova
L'anima al male, e al ben sovente avvezza.
Quel glorïoso Re, ch'ella ama e prezza
Come cosa celeste, altera e nuova,
Tosto spera veder, dov'ella pruova
Quanto val con virtù reale altezza.
Della Pianta gentil dov'io posai
Sì lieto all'ombra, che m'annoda e preme
Questo amoroso cor, son fatto privo.
Ma son lunghi i piacer, son brevi i guai:
Che di quel ch'io non ho mi pasce speme,
E del presente ben m'allegro e vivo.