Deh come porgi, ahimè! soverchia doglia,
Per la sua Pianta al tormentoso core,
Perché non doni alla mia lingua, Amore,
Forza onde i chiusi miei pensier discioglia?
Forse ogni fior vedresti, ogni sua foglia
In lei tutto cangiar l'almo colore
Per la pietà dell'anima, che muore
Se lungamente di pietà la spoglia.
Forse allor non sarìa cotanto avara
Dell'ombra sua, ché Pianta sì gentile
Non può frutto nutrir che indegno sia.
Ma qual di crudeltà frutto più vile?
E pur lo porta, (ahi per me sorte amara!)
Tra tante sue virtù la Pianta mia.