Quante ricchezze avrei, s'aggiunto insieme
Talor vedessi il doppio mio tesoro;
Quel gran gallico Re, ch'io solo onoro;
Quella donna gentil, mia sola speme!
Ma Fortuna crudel, che forse teme
Ch'io non sprezzassi allor le gemme e l'oro,
I suoi servi diletti, e lei con loro,
Rende le voglie pie d'effetto sceme.
E poi ch'esser non può, ritorno a voi,
Glorïoso Francesco, in voi riposo
Ogni stanco desio, ch'al cor mi nasce.
Né può meco invecchiar pensier noioso,
Perché tosto ch'ei vien l'ascolto, e poi
Sol con voi rimirar l'ancido in fasce.