Volgi ad altro sentier la negra insegna
Ch'or mi spieghi all'incontro, irata Morte,
Ché non diè al mio venir l'ore sì corte
Chi sovra il tuo regnar trionfa e regna.
Sommo Fattor del ciel, se mai fu degna
La voce mia con sue divote scorte
Di tua santa pietà trovar le porte,
Or non sia, prego, a questa volta indegna.
Tien da me lunge quell'avara mano
D'esta empia e fera, che la falce orrenda
Pure ha stancata omai dov'Arno irriga;
Né sopra me, Signor, sue forze stenda,
Sì ch'io non senta del mio frutto invano
Nel suo più bel fiorir cader la spiga.