Superbo mar, che l'onorato seno
Bagni ch'entro a Liguria e Spagna giace,
D'Eolo, Nettuno e Teti, amica pace
Oggi sia teco, e mai non venga meno.
Foss'io così col chiaro mio Tirreno
La 've lieti d'Etruria i liti face!
Lieti non già, tale a se stesso spiace
Di duol, di sdegno e di vergogna pieno.
Ma poi che forza altrui lunge mi tiene,
Digli almen tu, come Fortuna suole
Cangiar sue voglie, quando men si spera;
Come spesso ha nel mal radice il bene,
E morte sa, quando più luce il Sole
L'estate a mezzodì, portar la sera.