Né fortuna crudel né cangiar pelo
Avran forza già mai con l'arme loro
D'ancider quello ond'io mi discoloro
Amoroso disio, ch'ad altri celo;
Né mi può saettar sì lunge il cielo,
Ch'io non veggia ad ognor, cui soli adoro,
Vaghi rami onorati, e pomi d'oro,
Se ben si squarci il mio terrestre velo.
Non è l'ombra gentil della mia Pianta
Come molt'altre son che 'l mondo ha in pregio,
E ceda il lauro, il pin, gli abeti e i mirti.
Questa tien da chi può tal privilegio,
Che con la vista pur si gloria e vanta
Di levar fino al ciel gli umani spirti.