Or che ritorna il bel leggiadro Aprile
Da me con tal desio chiamato ognora,
L'aria, la terra, l'acqua, e il cielo onora
La novella stagion che ha il ghiaccio a vile.
Cantan gli augelli in più soave stile,
Vien fresco e chiaro il bel cristallo fuora,
Zeffir le verdi piagge imperla e indora
E gli arbor veste in abito gentile.
Io, quanto ancor giammai, tranquillo e scarco,
Dispoglio il pianto, e di dolcezza adorno
Spero tosto veder la Pianta mia.
Né venenoso stral di tuo fero arco,
Morte crudel che ne minacci intorno,
Temer so più, né di fortuna ria.