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1495–1556

SONETTO.

Luigi Alamanni

Or che ritorna il bel leggiadro Aprile Da me con tal desio chiamato ognora, L'aria, la terra, l'acqua, e il cielo onora La novella stagion che ha il ghiaccio a vile.

Cantan gli augelli in più soave stile, Vien fresco e chiaro il bel cristallo fuora, Zeffir le verdi piagge imperla e indora E gli arbor veste in abito gentile.

Io, quanto ancor giammai, tranquillo e scarco, Dispoglio il pianto, e di dolcezza adorno Spero tosto veder la Pianta mia. Né venenoso stral di tuo fero arco,

Morte crudel che ne minacci intorno, Temer so più, né di fortuna ria.

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