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1495–1556

SONETTO.

Luigi Alamanni

Or non t'accorgi tu, cieca Fortuna, Come, malgrado tuo, sopra il ciel vola La gloria del mio re, che il pregio invola A quanti fur già mai sotto la luna?

Chi sapesse narrar di lui ciascuna Virtù formata in la celeste scuola, Ben potria di costui la lingua sola Contar tutte le stelle ad una ad una.

Quanto fôra il miglior, fallace Dea, Che omai tornassi alle sue voglie amica; E farlo di tuo ben l'esempio in terra! Ché disnor ti fia poi che il mondo dica:

Questo è quel re che tal valore avea, Che la Fortuna invan gli fece guerra!

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