Se si ragiona il ver, benigna luce,
Donna del terzo ciel, madre d'Amore,
Che il tuo giorno natal venisse fuore
Dall'ampio seno, ove Nettuno è duce;
Deh! fa' che l'aura e il mar, che ne conduce
Dritto alla Pianta che m'adombra il core,
Compia questo cammin con sì poche ore
Che muora il duol che la tardanza adduce.
Deh! fa', cortese Dea, che il tardo occaso
Taccia all'incontro, e la vermiglia Aurora
Pur dolcemente e con amor sospiri.
E quando a' miei desir sia giunta l'ora,
Canterò tal di te, ch'Ida e Parnaso
Sentiran quanta altrui dolcezza spiri.