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1495–1556

SCENA VII.

Luigi Alamanni

Apri, ch'io spezzerò la porta, apri omai, lorda sudicia. Chi diavol sarà? è quella bestia di Tonchio. Esso sono. E che vuoi?

Fammi qui venir tosto Attilio et Ippolito. E' non ci sono. A me che so più che cento femmine! Va' in quella camera alta, ove mai persona non abita,

E di' loro, ch'io qui gli aspetto per cosa importantissima, Che venghin su la mia fede sicuri, e nulla temino. Va', torna tosto. Io vo.

Ben che tra lor rimasi sieno Di partir, com'io dissi, son sicuro che nol possono Sanza me far, perché i danari al viaggio bisognano, Ch'io ho qui in seno; ma eccogli, che ratti fuor ne vengono:

Oh che viso faranno incontinente che qui veggano Geri e Simone! or io voglio andar lor incontra e mettergli, Sanza che cosa alcuna abbiano intesa, innanzi a' Giudici.

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