Lasso! che procacciando l'altrui bene,
Là 've si disconvien, quasi era corso,
Se di virtude il morso
Stato non fosse al cor che a fren lo tiene.
La vaga Cintia, che il gentil mio T¢sco
Seguìo gran tempo invano
Pregando oggi per lui, ch'era lontano,
Umil del suo languir chiedea pietate.
Ella con volto allor men che mai fosco
In bel sembiante umano
La mi promise, e in sì dolce atto e piano
Ch'io volli dir: Sia mio quel ch'a lui date
Ben vi consiglio, amanti, che voi siate
Tardi al fidar sì belle cose altrui,
Ché l'esser quel ch'io fui,
Raro, e forse non mai, nel mondo avviene.