Sotto altro ciel dal caro natio loco
E dal mio dolce foco sì lontano,
Con pensier tristo e vano
Vo l'alma consumando a poco a poco.
Voi crudel, senza me, felici i giorni,
Le notti oimè serene
Menando, di mie pene
Nulla vi cal, ché d'altrui fatta siete.
O beltà chiara, o santi modi adorni,
Luci beate, piene
Di dolcezza e di spene,
Ah sì tosto in oblio me posto avete?
Ma sia pur quel che può, voi non farete
Ch'io non sia sempre quel ch'esser già volli,
Finché questi occhi molli
Forse ancor torneranno in festa e in giuoco.