Da poi ch'in Termopile il perso stuolo
Non ha in vita di noi lasciato un solo,
Va' in Sparta, o viator, dille che semo
Come figli di lei giunti all'estremo.
Quando vide venir le grandi schiere,
Leonida parlò con voci altere;
Dimostriamci, o compagni, arditi e forti,
Delle man più che vivi, e de' piè morti.
Di Leonida il corpo ornando Serse,
D'ampia veste reale il ricoperse.
Gridò lo spirto allor: Cessin gli onori
Dovuti in questa guisa a' traditori.
Tomba il mio scudo sia, pompa la spada;
Che qual Lacedemonio a Pluto io vada.