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1495–1556

INNO SETTIMO.

Luigi Alamanni

A mezzo giorno il Sole; La Luna ond'ei s'asconde Avanza ogni altra luce. A gli elementi l'onde;

Il giglio alle viole; L'oro a' metalli è duce. Quella, che in terra adduce Quant'ha bellezze il cielo,

L'alma mia Pianta altera Avanza primavera, E 'l gran signor di Delo: Né pur le frondi perde

Per caldo mai, né gelo; Anzi fiorita e verde Più sempre si rinverde. Se 'l suon di questa cetra

Potesse in alto gire, Quanto 'l suo dolce odore; Ben poria il mondo dire Che fusse piombo o pietra

Chi non le fesse onore. Stanno in alto valore, E in nobiltà fondate L'invitte sue radici;

Il tronco e i rami amici Di chi con lor l'etate Drizza all'eterna via, Son carchi d'onestate,

D'amor, di leggiadria, Cui par non fu, né fia. Come talor beato, S'ogni suo ben vedesse

Sarebbe il mondo cieco! S'aperto conoscesse Com'io quel tronco ornato, Che per sua gloria ha seco;

Forse sarebbe meco Ad onorarlo sempre La notte e 'l giorno inteso. Forse compunto, e inceso,

In disusate tempre, Quest'amoroso peso Di par con meco avrebbe: Se mai per altri l'ebbe.

Amor, perché mi meni A cantar sempre solo Questi onorati rami? Di quanto sdegno e duolo

Gli sento, e veggio pieni, Ch'io pur gli adori e brami, Forz'è ch'io cerchi e chiami Altro soccorso omai;

Che troppo a dir mi stanco. Voi che viveste unquanco Ne gli amorosi lai, Venite a darne aita:

Venite, ch'altra mai Non vide umana vita Tanta virtù compita. E se mille altre piante

In questa parte e in quella Invidia avranno, e scorno; Venghin tra noi, dov'ella Con le sue frondi sante

Durenza adombra intorno. Ben s'avvedranno il giorno, Che tutte loro avanza, Quanto i ginepri il pino.

Felice almo giardino, Ch'oltr'ogni umana usanza Hai sì buon frutto in seno Com'aver puoi speranza;

Ch'altro non sia terreno Di tanta grazia pieno! Esser beata in terra, Perfetta in ogni parte

Non può cosa mortale. Di par sovente parte Colui che mai non erra Il ben nel mondo e 'l male.

Altro nome immortale Avrà Liguria, e lode; Ch'ivi non lunge all'acque L'alma mia Pianta nacque.

Altro terren la gode; Ch'al ciel così già piacque, Ch'ella restasse senza, Per arricchir Durenza.

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