Skip to content
1495–1556

DECANTA I PREGI DEL DELFINO.

Luigi Alamanni

Vener, Palla e Giunone avean tra loro Question più grave che del pomo d'oro, Di chi più fosse il gran delfino Enrico; E fer giudice Giove a tutte amico.

Forma, grazia, bellezza e cortesia Mostran, Vener dicea, che di me sia. E Palla irata: Or chi 'l vorrà levarme, S'io l'ho fatto il maggior di senno e d'arme?

E Giunone: A me sola si richiede Un di tal regno e di tal padre erede. E Giove allor dal sacrosanto trono: A ciascuna di par l'affermo e dono.

Disse Europa ad Enrico vòlto in toro: Più in te, che in Giove volentier dimoro; Che ben posso sicura e lieta andare Sopra sì gran delfin per mezzo il mare.

Arïon quando Enrico rimirava Che fatto un tauro Europa ne portava, Disse: Cerca il tuo Giove, o donna ria, E mi lascia il Delfin ch'è sede mia.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
DECANTA I PREGI DEL DELFINO. · Luigi Alamanni · Poetry Cove