La fortuna è più d'una, e sorti ha varie,
Difformi, anzi conformi a le materie,
Or felici, or datrici di miserie
Ai re possenti, a le genti ordinarie.
Degno ingegno non c'è che ne inventarie
De' disgusti e dei gusti la congerie:
Confusissima e altissima macerie
Di cose avverse, diverse, e contrarie.
Il canto e 'l pianto son cose rabirie,
Che non ti val pregar, né far le istorie,
Né preci pie, né litanie col kirie.
Son molte stolte, ed altre imperatorie,
Stabili, invariabili ed empirie
Sorti, che a' vivi e morti oprano glorie.