Oimè, di Milla m'è fuggito il merlo,
E tra i lauri mi par d'udir pipirlo;
Temo che fier arcier vada a ferirlo,
O ne le panie o nei lacciuoi tenerlo.
Quando verrà la bella a risaperlo,
Che farà?che dirà?Non so ridirlo;
Ben so che fuggir vo' qual vento sghirlo,
Se non m'aita Amore a riaverlo.
Spandete, amici, a la pantiera l'orlo,
Toccate il fischio per costà ridurlo,
Ché ne la gabbia d'oro abbia a riporlo.
Se non, io strido, mi conquido, ed urlo;
Arrestarò de la mia vita il corlo,
E rimarrò di ria follia matturlo.