Musico son col colascion, non erro,
Canto il tenor di Polidor Ramirro;
Vo alla scuola spagnuola di don Pirro
E le lizzioni per le chiome afferro.
Ha voce gaia di ghiandaia o verro,
Che mangia l'erba acerba, il mio glisirro,
Senz'oglio e sal, ché pate mal di scirro,
Che frange le castagne arroste in ferro.
Io però pan di gran voglio cottorro,
Ciambelle con offelle intinte in burro,
E ghiotto gatto il mio pignatto sgorro.
Dietro al bon vin qual mosciolin susurro,
E al caratello di Chiarello corro,
Né mi pare in volgare esser tamurro.