E chi è, benché re, che si dia vanto
Del suo stato, in che è nato, esser contento;
Giri il mondo giocondo a suo talento
Senza noia, con gioia, e riso e canto?
Ciascun nasce egro in fasce, e passa in pianto
Gran stagion, di ragion senz'argomento;
Crescon gli anni e gli affanni, e in pena e stento,
Or d'amor, or d'onor dai dardi infranto.
Di qua, di là da vanità recinto
Sempre guerra have in terra e soffre affronto,
Da' suoi pensieri masnadieri avvinto.
Quando al suo fin, meschin, men pensa è gionto:
E non può dir di no da Morte spinto,
Giusto o rio, sol con Dio, a far buon conto.