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1582–1655

XLVI

Ludovico Leporeo

O tu, che cieco indovinar ti vanti Le sorti de' mortai qua giù nascenti, E di mille una accerti, e l'altre menti, Insano timpanier de' coribanti,

Parli di stelle fisse e d'astri erranti Come di cose chiare a te presenti, E con indegni e fievoli argomenti L'aure accattando vai degl'ignoranti.

De la tua frenesia son sogni finti, Aeree larve, imaginari monti, Gieroglifici egizzi in ciel dipinti. Venere, il padre, e 'l genero congionti

Trarti non ponno già dai laberinti Del chiostro ove hai le travi e i marmi conti.

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XLVI · Ludovico Leporeo · Poetry Cove