Compare, che ti pare del mio fante?
Non è, per la tua fé, cuoco valente,
Ch'onge la gola e si consola il dente,
De la borraccia di Vernaccia amante?
Ei supera e vitupera Biante,
Spongio e Tricongio appo costui fur niente,
Quattro pagnotte inghiotte a la corrente,
E a cento calde cialde dà il portante.
Di Greco d'Ischia fischia dieci pinte,
E tosto urina a spina come Oronte,
Ch'esce fuor con furor d'alpi aracinte.
Veruno non gli può digiuno a fronte;
E va da storno attorno e ci dà spinte,
Ché del Tebro è men ebro il Sisto Ponte.