Skip to content
1582–1655

XCVII

Ludovico Leporeo

Quei ch'eternò del pio Buglion l'imprese, A cui Talia sì dolcemente arrise, E in compagnia de' semidei l'assise, Che così ben cantò, scrisse ed intese,

Ecco Fortuna rea gioco si prese Del laureato eroe, e lo derise, Mentre con reo malor da lui divise Il senno, e al volgo favola lo rese.

Oh menti de' mortali egre e dogliose, Da tenebre palpabili diffuse, Chi fia ponga più speme in carmi o in prose, Se Apollo il suo maggior campion deluse,

Se doppo imposte al crin lauree famose Riser di lui le forsennate Muse?

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
XCVII · Ludovico Leporeo · Poetry Cove