Mentre verseggio, il ventre duolmi ed asmo,
E rinego don Diego, e mi sbattesmo;
E m'infurio, ed ingiurio me medesmo,
Ché non provai giamai l'entusiasmo.
Io non ho gioia, anzi gran noia e spasmo,
Né mi giova erba nova od incantesmo,
Ch'io pato interno flato, e mi smedesmo
Dal mal d'anche, sinanche, ernia, e tenasmo.
E sento aspro tormento e parosismo
In far trimetri e bimetri che imbosmo,
Onde i librari e i cartolari srismo.
E confesso che sono appresso Zosmo,
Virgilio, Orazio, Stazio, in latinismo
Un poeta di creta e un microcosmo.