Malanno abbia, e la rabbia e 'l raspo amaro
Chi che si fu che in servitù primiero
Si pose, e soffrì cose ond'io dispero;
Maledico il nemico, e 'l dico chiaro:
Gentil uomo non fu, ma Momo avaro,
Colui che a' giorni sui fé tal mestiero
D'accudir e servir Martino o Piero,
E portar soma in Roma da somaro;
Del novero più povero fu d'Iro,
Di quella furba turba che nel Foro
Risiede il giorno al sole adorno in giro.
Codro novello di cervello soro
È chi fa corte e sta forte al martiro:
Degno egli è d'aloè non che d'alloro.