Su l'arco di San Marco abito e stanzio,
Che a la cella sen va di fra Fulgenzio
E al Campidoglio, ov'ebbe il soglio Renzio,
Eroe gentil degno di stil romanzio.
Quindi scendo leggendo Ennio e Lattanzio,
Vergilio, Silio, Tacito e Fidenzio,
Poi guato scolti i volti con silenzio
Di chi spiantò Siòn, piantò Bisanzio.
Mi volgo e dico a un certo amico Quinzio,
Mio paesan forlan nato in Cormonzio,
Che tira a indovinar a par di Scrinzio:
“Dimmi tu, che sai più di Trapezonzio,
Chi è quel mostaccio a catenaccio grinzio?
Caifà, Mustafà, Barrabà, o Ponzio?”