Uno che ha voglia di mia doglia grave,
E morto a torto mi vorrebbe in brieve,
Guida una barca in mar carca di neve,
Che al fin si squaglia, e incaglia la sua nave.
Come Sfinge egli finge orrende e brave
Bugie, follie, quali un bambin non beve:
Che l'allor d'inventor non mi si deve
Di stil gentil trimetrico soave,
Che in un libraccio cartastraccio vive
L'essempio antico; e mentre io dico “Eh dove?”
Lo fa mettere a lettere corsive.
Moro convien mostrar per far le pruove
D'uno che, ad arte, in muffe carte scrive
Mie rime fresche leporesche, nuove.