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1582–1655

LXXXVIII

Ludovico Leporeo

Son vostro servidor, Signor mio caro, E per mia fé schiavo lacchè, staffiero; Padron natio, Principe mio primiero, Vi servo, osservo e snervo, e 'l cor mi sparo.

Farò, per farvi prò, non che il somaro, Il Momo, il gentil uomo, e 'l giardiniero, Porrò l'ali ai stivali e andrò leggiero Oltra i Rifei, sovra i Scillei del Faro.

Con gran cufezza Vostra Altezza ammiro, Vostra Eccellenza ed Eminenza onoro, E col cappello in man lontan vi miro. Voi mi dite: “Servite con decoro;

Sfoggiate e corteggiate con desiro, Ma non chiedete mai monete d'oro”.

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