Son vostro servidor, Signor mio caro,
E per mia fé schiavo lacchè, staffiero;
Padron natio, Principe mio primiero,
Vi servo, osservo e snervo, e 'l cor mi sparo.
Farò, per farvi prò, non che il somaro,
Il Momo, il gentil uomo, e 'l giardiniero,
Porrò l'ali ai stivali e andrò leggiero
Oltra i Rifei, sovra i Scillei del Faro.
Con gran cufezza Vostra Altezza ammiro,
Vostra Eccellenza ed Eminenza onoro,
E col cappello in man lontan vi miro.
Voi mi dite: “Servite con decoro;
Sfoggiate e corteggiate con desiro,
Ma non chiedete mai monete d'oro”.