Skip to content
1582–1655

LXXXV

Ludovico Leporeo

Raniero mio, dove da me volasti? Come lasciarmi in orbità potesti? Mentre t'unisti a l'assemblee celesti Tu di me la miglior parte portasti.

Poi che da la mia vista t'involasti, Egro di doglie e di pensier molesti, Provo gli uomini irati e i cieli infesti, Passo le notti infauste e i dì nefasti.

Da me partendo l'alma mi rapisti, Languono i membri miei frali e scomposti, E gli occhi abbasso lagrimosi e tristi. Non fia giamai che da' lamenti io sosti,

Se in grembo a Dio, ove sper'io che assisti, Non ti veda, oda, goda, e a te m'accosti.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
LXXXV · Ludovico Leporeo · Poetry Cove