O Ricovrati, fortunati siete,
Ché in questo cieco speco custodite
Le Muse chiuse, e trapassando gite
Le beate giornate in scene liete.
Di qua lunge ne va l'ozio, e la quiete
V'alberga e giace in pace, e non v'è lite:
Questi è il Museo, Logeo, stanze gradite
Di Socrate, Senocrate, e Talete.
Quivi co' raggi estivi non percuote
Febo, e non toglie a le foglie frondute
L'alimento del vento apeliote.
In questa loggia alloggia la virtute,
Né vi entran genti di menti idiote,
Ma d'ogni scienza ed eccellenza empiute.