Tu, che de l'alma tua l'organo hai guasto,
Né sai porre ai desir regola o sesto,
Ciò che aggradisce a tutti è a te molesto,
Musico canto, e sinfoniàco tasto.
Così fa il vizio a la virtù contrasto,
Così a nottola il sole è sempre infesto,
Così l'avaro, iniquo, e disonesto
Aborre il giusto, il liberale, e 'l casto.
Così tuo spirto sconcertato e tristo,
A l'armonia natia del cielo opposto,
Nemico egli è de' corifei di Cristo.
Quindi è ragion che colà giù sii posto;
Onde a rollo de' reprobi io t'allisto,
Tra stridor e fragor del centro ascosto.