Piansi sul Tebro e sospirai su l'Arno,
E m'arse l'alma un Mongibello interno,
Gelai di state ed avvampai nel verno,
Né dramme di mie fiamme unqua scemarno.
Fremo di sdegno indegno, e m'ango e scarno,
Ché degli amanti fui constante scherno,
Né mai di guai volse la rota il perno,
Ché soffrii e servii sord'aspe indarno.
Le selve e belve i miei lamenti udirno,
E 'l bosco tosco e 'l bel latin contorno,
E con Eco i pastor meco languirno,
E vicino al confino del mio giorno
Benigni i bianchi cigni ivi s'unirno,
E nenie pie, dolci elegie cantorno.