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1582–1655

LXV

Ludovico Leporeo

L'arciero altiero a bersagliar s'adatta Gli amanti erranti, e sta su la vedetta, E con stral micidial, con rea saetta Ne colpisce, ferisce, e poi s'appiatta.

Questo rio cieco dio d'indegna schiatta Con dui bei rai a darne guai ci alletta, Gli occhi ne allosca, e 'l cor n'attosca; e infetta Dove va, dove sta, con chi contratta.

Il core accende, e l'alma rende afflitta, Da reo martir a tramortir ridotta, Da mille aspre scintille arsa e sconfitta. Del bel pigmeo con Briareo fo lotta,

Che con man da lontan non pur mi gitta, Ma mi dà d'empietà l'ultima botta.

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