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1582–1655

LXIX

Ludovico Leporeo

Porto gentil, io ti richiamo indarno Con sospiri animati e pianto interno; Spregia Sorrento omai, fuggi Salerno, Abbandona il Sebeto, e lascia il Sarno.

Da che gli astri crudei mi ti involarno, Mesto girò de la mia vita il perno, A me la val di Tebro è val d'Averno, Così lunge da te mi struggo e scarno.

Novo Giasone, affretta il tuo ritorno, Eolo tranquilli il mar, plachi Volturno, Prosperi il vento, e rassereni il giorno. Approda al lido ove regnò Saturno,

Ove abitò Latino, al bel contorno Ove Enea già rapì Lavinia a Turno.

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LXIX · Ludovico Leporeo · Poetry Cove