Milla, ritorno a rivederti lieto,
Ma non già qual fui pria da te gradito:
Riconosco il tuo sguardo insospettito,
Ond'io m'intimorisco e m'inquieto.
Sento di gelosia tartarea il fieto
Che t'ha del suo malore il core empito:
Sgombra il velen dal sen inaspidito,
E scancella di morte il mio decreto.
Langue il mio core essangue, e stassi immoto,
Fatto qual Batto irrigidito e muto,
Ché da te vita attende e prende il moto.
Ahi non foss'io costì più rivenuto,
Colmo d'agrezza, e di dolcezza vuoto;
Converso fossi in serpe, in sterpe, in bruto!