Milla saggia qual dea de l'oliveto
M'ha il cor unto in un punto e m'ha ferito,
E nel suo torchio rigido contrito
Con la mola crudel del suo trapeto.
Questa com'esca d'arido roveto
M'infiammò l'alma, e 'l core incenerito
M'ammaliò Cupido inaspidito,
Né antidoto mi valse od amuleto.
Mentre mirai costei con guardo immoto
Amor mi saettò con dardo acuto
E 'l fil troncò de la mia vita Cloto.
Restai qual sasso irrigidito e muto,
Statua simìle a la moglier di Loto,
Larva d'Averno rio, scherno di Pluto.