Quest'angui, che nel verno esangui e cassi
Di vigor, dal rigor giaceano oppressi,
In catadupi e scogli e rupi messi,
Da Borea ascosi in luoghi ombrosi e bassi,
Ne la stagion che 'l giel crudel disfassi,
E Flora ne rinfiora i prati in essi,
Miri con giri, attortigliati amplessi
Lasciar la scorza a forza in aspri sassi.
Ma mentre a l'aura caura raddolcissi
Ogni piaggia selvaggia e rinovossi,
Di nuove foglie e spoglie rinvestissi,
Voi quai serpi tra sterpi siete scossi,
Rinovati gelati, e invigorissi
Vostra virtù, che più gelar non possi.