Fulvia, che di fulgor, d'ardor t'ammanti,
E coi bei rai degli occhi gai splendenti
Lampi e scintille a mille a mille avventi
A bersagliar, a folgorar gli amanti,
Godi dei lor sospir, non odi i pianti,
Né l'aspre pene o le catene allenti,
Sin che non vedi a li tuoi piedi spenti,
D'Amor guerrieri, cavalieri e fanti.
Questi di fiamme a dramme a dramme cinti,
A poco a poco in fuoco ognor congionti,
Da gelosia ver morte ria sospinti,
Quasi pirausti sono, o infausti Bronti,
Cadaveri spiranti, amanti estinti,
Da crudeltà di tua beltà consonti.