Questa che sembra rigida ed infesta,
Di faccia orrenda e di tremenda vista,
Con torvo aspetto del dispetto attrista,
Lemura infausta e maschera funesta.
Ma chi scernesse poi quale è cotesta
Guancia di rose a bei ligustri mista
Diverria del bel viso iconomista,
Idolatra di donna in gonna onesta.
Così Febo talor se nube gli osta
Mostra faccia men chiara e men venusta,
Ed Ecate s'ecclissa all'ombra opposta.
Ma s'egli svela sua sembianza augusta,
Con diluvio di rai la sbanda e scosta,
Molce il mar, placa Borea, e 'l tempo aggiusta.