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1582–1655

CXXV

Ludovico Leporeo

Ecco del reo Tifeo la tomba appare, Che calcar, sormontar volea le sfere, Da Giove irato fulminato pere, Ond'arde e fischia intorno ad Ischia il mare.

Scuotersi il dosso il gran colosso pare, Che ancor non ben estinto e vinto fere Con fiumi di bitumi e di petriere Le navi gravi che osano approdare.

A questo lido infido ebbi a perire, E provai gli aspri guai, l'empio furore D'Euro, Aquilone, e di Tifone l'ire. Ancor s'indura di paura il core,

E par che l'alma da la salma spire, Tratto da l'onde furibonde fuore.

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