Ecco del reo Tifeo la tomba appare,
Che calcar, sormontar volea le sfere,
Da Giove irato fulminato pere,
Ond'arde e fischia intorno ad Ischia il mare.
Scuotersi il dosso il gran colosso pare,
Che ancor non ben estinto e vinto fere
Con fiumi di bitumi e di petriere
Le navi gravi che osano approdare.
A questo lido infido ebbi a perire,
E provai gli aspri guai, l'empio furore
D'Euro, Aquilone, e di Tifone l'ire.
Ancor s'indura di paura il core,
E par che l'alma da la salma spire,
Tratto da l'onde furibonde fuore.