Ne la corrente del torrente fareo
Dà ne lo scoglio il mio naviglio cereo,
Ned ha pietà di me Nettuno o Nereo,
Mentre nuoto e m'avvoto al dio tartareo;
Ma un mostro ecco dal chiostro uscir tenareo,
Nemico del mio stil gentil sidereo,
Per farmi coi miei carmi andar cinereo,
E 'l mio allor fulminar d'onor cesareo.
Non cadrò d'alto, no, nel mar corcireo:
Non son Icaro, o picaro Leporeo,
Ma volo a Pindo, a l'Indo, e al cielo empireo.
Più forte son d'un torrion marmoreo;
Notte e giorno io non vo' scorno zopireo,
Ed ho sotto al cappel cervel nestoreo.